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PMI E MARKETING INTELLIGENCE

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PMI E MARKETING INTELLIGENCE!
Nell’ ultimo pezzo del nostro blog abbiamo iniziato a parlarvi di marketing intelligence.  Un servizio oggi sempre più richiesto e utilizzato che permette di raggiungere in maniera performante gli obiettivi prefissati.
Diventa necessario, tuttavia, precisare che non solo le grandi aziende, o quelle più strutturate ed evolute, ma anche le PMI dovrebbero conoscere ed utilizzare strumenti di market intelligence.

Sappiamo tutti cosa intendiamo quando parliamo di Marketing Intelligence?
Nello specifico facciamo riferimento a tutte quelle attività volte a raccogliere e analizzare dati e informazioni per comprendere meglio i fenomeni sociali, economici, tecnologici, oltre che il mercato, i competitor, le caratteristiche, i bisogni e i comportamenti dei clienti.
Questi servizi sono oggi fondamentali all’interno delle PMI che però spesso mostrano una scarsa “cultura” aziendale che impedisce loro di adottare un approccio organizzato e strutturato ai dati e alle informazioni.
In alcuni casi poi il problema non viene nemmeno percepito dal management e dalla proprietà. Eppure, un approccio di questo tipo consentirebbe alle PMI di prendere decisioni strategiche più corrette e di navigare meno a vista.

Soprattutto nei processi di internazionalizzazione, le PMI tendono spesso a cercare nuovi mercati in modo poco strutturato, operando con una logica emulativa e disorganica, senza il supporto di una adeguata analisi dei mercati e dei contesti locali. I danni di questo modus operandi, purtroppo, si misurano ex post.

In molti casi, le strategie aziendali delle PMI sono orientate soprattutto al prodotto e alle tecnologie, anziché al cliente e al mercato.
Anticipare le esigenze del cliente e le nuove tendenze di mercato consentirebbe all’azienda di differenziarsi rispetto ai propri concorrenti e di conseguire un significativo vantaggio competitivo.

Voi come vi state muovendo?
Vi ritrovate in questa analisi?

Vi ricordiamo che tutti i professionisti Cogent sono operativi e dunque a disposizione per domande e dubbi!

MARKETING INTELLIGENCE

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MARKETING INTELLIGENCE
Cos’è la Marketing Intelligence, cosa si deve fare e perché è indispensabile per il successo delle imprese?


In un momento economico e sociale come questo diventa importante, diremmo anche vitale, riuscire a conoscere e ad usare gli strumenti che riteniamo più adeguati a soddisfare le nostre richieste e quelle dei nostri clienti.

Quando parliamo di MI facciamo riferimento a tutte quelle attività volte a raccogliere e analizzare dati e informazioni per comprendere meglio i fenomeni sociali, economici, tecnologici, oltre che il mercato, i competitor diretti e indiretti, le caratteristiche, i bisogni e i comportamenti dei clienti.

Nella Marketing Intelligence l’analisi dei dati consente di generare informazioni che, opportunamente processate, forniscono intelligenza alle attività di pianificazione, definizione delle policy e alle decisioni. Possiamo in questo modo definire e gestire in tempo reale le aspettative dei clienti, mettere in correlazione i dati con i singoli consumatori e prevedere il comportamento di questi ultimi in base a un’analisi dettagliata di ciò che hanno fatto in passato. Il coinvolgimento sarà quindi mirato e molto più elevato e l’esperienza complessiva ne beneficerà. Raggiungere questo risultato è particolarmente importante nelle prime interazioni: il 49% dei clienti, infatti, dichiara di non rivolgersi più a un’azienda che non ha soddisfatto – o superato – le proprie aspettative.

Quali sono le fasi della Marketing Intelligence? Essenzialmente tre!

Fase 1: Integrazione e gestione dei dati
Fase 2: Analisi e ottimizzazione dei dati
Fase 3: Allineamento e collaborazione

La Marketing Intelligence può essere utilizzata per facilitare qualsiasi tipo di decisione aziendale. Da qui la necessità di adottare questo asset strategico all’interno del proprio lavoro.

SE HAI BISOGNO DI NOI, SCRIVICI!

PERCHE’ INTERNAZIONALIZZARE?

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Perché è importante puntare sull’internazionalizzazione?
Con una domanda interna stagnante e un’economia che stenta a decollare, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, per le aziende diventa importante attuare un processo di internazionalizzazione e dunque trovare nuovi mercati dove vendere i propri prodotti e trovare materie prime a costi più accessibili.

Iniziare un processo d’internazionalizzazione, però, non implica semplicemente vendere all’estero o spostare la sede operativa.
L’internazionalizzazione delle PMI è un processo complesso, che prevede varie fasi da rispettare e dei requisiti da avere.
Occorre innanzitutto cambiare il punto di vista e l’approccio produttivo: invece che focalizzare il proprio sguardo su un ristretto territorio geografico, si espande la visuale e si analizza il mercato nel suo complesso.
I motivi che spingono un’impresa a operare oltre i confini nazionali sono essenzialmente 4:

  • Ridurre i costi,
  • Aumentare i guadagni,
  • Incrementare l’appeal del proprio marchio, con ricadute positive sulla reputazione aziendale,
  • Aumentare il ciclo di vita dei propri prodotti.

Questi obiettivi possono essere raggiunti sulla base di condizioni ben precise.
Buona stabilità economica, risorse da investire (non solo economiche ma anche persone competenti, strumenti adeguati, tempo ed energie), analisi e strategia. Prima di lanciare un prodotto all’estero bisogna infatti studiare attentamente il mercato di riferimento. L’analisi dei competitor e del target di riferimento è un passo fondamentale per capire se i prezzi dei propri prodotti possono avere la meglio.
L’internazionalizzazione porta una ventata di innovazione, cambiamento e voglia di mettersi in gioco, che possono davvero dare una spinta in avanti anche a una piccola azienda.

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smart working

NON ESISTE SMART WORKING SENZA TECNOLOGIA!

NON ESISTE SMART WORKING SENZA TECNOLOGIA! 850 478 angela d

In passato si è erroneamente creduto che l’introduzione in azienda di una nuova tecnologia potesse risolvere da sola tutti i problemi.
In verità così non è mai stato e soprattutto oggi emerge forte un’altra consapevolezza. Se l’introduzione di una nuova tecnologia non viene supportata da un apposito disegno strategico e da un adeguato cambiamento “culturale” e organizzativo, mai porterà ai risultati sperati.

I casi di successo, e ci sono, vanno ricercati tra quelle aziende che hanno accompagnato i cambiamenti tecnologici con un approccio diverso, anche di tipo organizzativo e mentale. Aziende che si sono relazionate alle nuove tecnologie digitali in modo più maturo e integrativo.

Bisogna evitare che in un progetto di Smart Working le aziende facciano l’errore di pensare che sia sufficiente disporre solo di nuove tecnologie digitali.
Al contrario ciò che è assolutamente necessario è adeguare la tecnologia alla struttura organizzativa dell’azienda e alla filiera in cui opera, ridisegnare i processi operativi e accompagnare le risorse umane coinvolte nel cambiamento con un training adeguato e percorsi formativi mirati.

Secondo la nostra esperienza riteniamo che le aziende di successo siano  quelle in grado di integrare le opportunità create dalla tecnologia digitale con i vantaggi forniti dalla flessibilità e dall’intuizione umana.

LAVORARE AI TEMPI DEL COVID 19

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Ormai da mesi l’emergenza sanitaria ha obbligato molte aziende ad adottare modalità di smart working. 

L’impatto del Covid-19 sull’organizzazione del lavoro va interpretato tuttavia come un acceleratore di un processo già in atto favorito dalla diffusione delle tecnologiche digitali.
In questo processo le imprese virtuose saranno quelle maggiormente capaci di trasformare simile spinta al cambiamento in una opportunità per ridisegnare i propri flussi e modelli organizzativi, con l’obiettivo non solo di aumentare la produttività e l’efficienza ma anche la qualità del lavoro dei propri dipendenti.
Anche le attività commerciali saranno in parte riorganizzate, tenendo conto delle difficoltà di effettuare gli spostamenti fisici.
Le attività di marketing andranno ridefinite.
Sicuramente saranno necessari maggiori skills informatici da parte dei propri dipendenti, ma anche una nuova capacità di pensiero da parte del management. La tecnologia digitale, la formazione e la consulenza specialistica saranno pilastri fondamentali sui quali le aziende dovranno pensare di investire.

All’interno del nostro team abbiamo sviluppato un sistema articolato e modulare di servizi per accompagnare le aziende che già operano (o che intendono operare) in smart working. Aziende e attività che oggi e nella tanto attesa Fase 2 riprendono e portano avanti il loro lavoro – o parte di questo – da remoto.

Per tutte queste offriamo un supporto pratico e concreto che prevede la gestione del cambiamento organizzativo, la valutazione e l’introduzione delle tecnologie digitali più adeguate alle specificità dell’azienda, la consulenza giuslavoristica e le opportune attività formative rivolte sia al personale sia al management.

 

 

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